Sciopero
Le chiamano ovaliste, oppure organdine: sono
le operaie delle seterie di Lione, giovani donne
che hanno lasciato famiglia e affetti per il lavoro,
un lavoro implacabile, da dodici ore al giorno.
Toia viene dalle Langhe: per lei la Francia è
dall’altra parte del mondo, e l’impegno di tre anni
in fabbrica un’occasione imperdibile ma anche
un doloroso strappo rispetto alla vita di prima.
Rosalie ha un segreto, un bambino nato da una
violenza: la sua fatica è tutta per lui, per pagare
le spese del mantenimento lontano da lei.
La piccola grintosa Marie arriva dai monti
dell’Alta Savoia, e quando l’orrore del quartiere
in cui vive la opprime si chiude in sé stessa.
Infine ecco la biondissima Clémence, che ha
perso la sua compagna di stanza, Suzette, per
emorragia da parto, e cova una rabbia profonda.
In comune hanno l’impegno quotidiano
e il desiderio di cambiare. L’esiguità della paga,
inferiore a quella dei colleghi uomini, lo squallore
dei dormitori, l’indifferenza e il paternalismo
dei datori di lavoro le porteranno a ribellarsi.
Desbiolles racconta le loro storie in una sorta
di staffetta: pagina dopo pagina le quattro ragazze
si passano il testimone per arrivare insieme,
e insieme a tante altre come loro, a un evento
eccezionale, il primo sciopero delle donne
operaie francesi. Un romanzo di realtà, breve
e lancinante, sorretto da una scrittura ritmica.
Quattro ritratti che diventano cammei e simboli
di un riscatto faticoso e necessario.
Le chiamano ovaliste, oppure organdine: sono
le operaie delle seterie di Lione, giovani donne
che hanno lasciato famiglia e affetti per il lavoro,
un lavoro implacabile, da dodici ore al giorno.
Toia viene dalle Langhe: per lei la Francia è
dall’altra parte del mondo, e l’impegno di tre anni
in fabbrica un’occasione imperdibile ma anche
un doloroso strappo rispetto alla vita di prima.
Rosalie ha un segreto, un bambino nato da una
violenza: la sua fatica è tutta per lui, per pagare
le spese del mantenimento lontano da lei.
La piccola grintosa Marie arriva dai monti
dell’Alta Savoia, e quando l’orrore del quartiere
in cui vive la opprime si chiude in sé stessa.
Infine ecco la biondissima Clémence, che ha
perso la sua compagna di stanza, Suzette, per
emorragia da parto, e cova una rabbia profonda.
In comune hanno l’impegno quotidiano
e il desiderio di cambiare. L’esiguità della paga,
inferiore a quella dei colleghi uomini, lo squallore
dei dormitori, l’indifferenza e il paternalismo
dei datori di lavoro le porteranno a ribellarsi.
Desbiolles racconta le loro storie in una sorta
di staffetta: pagina dopo pagina le quattro ragazze
si passano il testimone per arrivare insieme,
e insieme a tante altre come loro, a un evento
eccezionale, il primo sciopero delle donne
operaie francesi. Un romanzo di realtà, breve
e lancinante, sorretto da una scrittura ritmica.
Quattro ritratti che diventano cammei e simboli
di un riscatto faticoso e necessario.